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Olio di argan

L'olio d'argan è un prodotto alimentare prezioso ben poco diffuso al di fuori dei confini del Marocco. La produzione ed il consumo sono limitati alla zona sud occidentale del paese, a sud di Essaouira, laddove cresce l'argan (Sideroxylon argania o Argania spinosa) l'albero dai cui frutti si ricava l'olio. La zona in cui cresce è arida ed a rischio di desertificazione, è per questo che l'Unesco ha delimitato una zona di più di 2 milioni e mezzo di ettari in cui cresce l'argan, chiamata Arganeraie, come "Riserva della Biosfera" a protezione dello sviluppo socio-economico della popolazione e difesa contro l'avanzamento del deserto. La produzione dell'olio d'argan è anche un presidio Slow Food dal 2001.

La sua produzione è laboriosa ed anche un po' misteriosa. L'argan è un albero assai spinoso che produce della bacche verdi giallognole, simili alle olive, di cui le capre sono ghiottissime. La parte utilizzata per la produzione dell'olio sono i tre semi contenuti nel nocciolo del frutto. Claudia Roden, nel suo libro "Arabesque", spiega che le capre si arrampicano sui rami, masticano i frutti dell'argan, ne digeriscono la polpa e ne espellono il nocciolo ... attraverso quale via nessuno lo spiega! Fatto sta che questi noccioli vengono raccolti, seccati (a volte tostati) e poi rotti per estrarne i semi. A loro volta i semi devono essere pestati e mescolati con acqua per poterne estrarre l'olio.

In Italia l'olio d'argan è conosciuto quasi esclusivamente per le sue virtù cosmetiche (e afrodisiache?) e non è facile poterne comprare una bottiglia da mettere in cucina; peccato perché il suo gusto particolare è buonissimo e vale proprio la pena spendere la cifra richiesta per una bottiglia da un quarto di litro, purché la si trovi! Se si ha la fortuna di averla in dispensa conviene considerare di usarla in tempi rapidi perché l'olio di argan si deteriora velocemente.

Questo olio ha un gusto pieno, dolce e che sa un po' di nocciola. Molto lontanamente può ricordare l'olio di sesamo, non per il profumo quanto per il gusto rotondo. Può essere aggiunto come tocco finale su di una tajine (la famiglia di stufati marocchina) oppure utilizzato per condire una insalata. Per condire di solito l'olio d'argan viene associato al succo di limone, con cui sta benissimo; anche con l'aceto però sta molto bene e può essere utilizzato al posto del classico olio di oliva anche per una semplice insalata verde. Il colpo di grazia alla bottiglia, comunque, lo darete preparando l'amlou, la pasta dolce di mandorle da servire con il pane che accompagna il té della tradizione dei Berberi Ichlhiyn.

 

emilia onesti

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Inserito da Emilia Onesti il 2009-06-18 13:30:17